Opere: Ying Aoyun, Ying Aoyun 2…Red Big Bang, Fish eye on Shanghai

Ying Aoyun

Italia, 3’43”, 2009, video e suono di Lino Strangis

 

La presentazione delle Olimpiadi di Pechino 2008 ha costuito un epocale atto di auto-presentazione della Cina odierna sul piano globale. Strangis, nell’intenzione di reagire criticamente a quella che percepisce come propaganda e nel tentativo quindi di «[…]riappropriarsi di una qualche dimensione personale nella percezione dei grandi eventi mass-mediatici.» (Strangis, 2010), coglie l’immagine trasmessa e diffusa da quest’immenso paese che si va imponendo sulla scena globale e la ri-forma secondo il proprio sentire. Selezionando alcune brevissime sequenze da egli definite “interstizi sensibili del prodotto audiovisivo”, reinventa radicalmente una delle maestose coreografie a partire dalla loro ri-definizione, incrementando in postproduzione digitale gli aspetti metaforici da cui è maggiormente colpito: la moltitudine e la sincronia.

 

 

Ying Aoyun 2… Red Big Bang

Italia, 3’02” , 2009, video e suono di Lino Strangis

Seconda opera parte del progetto Ying Aoyun basato sulla rielaborazione di frammenti video tratti dalla cerimonia d’apertura

delle Olimpiadi di Pechino 2008. L’autore propone una nuova rivisitazione critica di questo evento a cui attribuisce enorme potenza simbolica e incidenza epocale. Red Big Bang è in primo luogo un omaggio a quella scintilla della cultura cinese che ha portato questo popolo a scoprire per primo la polvere da sparo e ad utilizzarla, non per produrre morte come in seguito è stato uso dell’umanità, ma come strumento per realizzare abbaglianti e vertiginosi spettacoli di immagini e suoni”. Strangis costruisce un monumentale spettacolo pirotecnico da diversi frammenti dei vari video di fuochi d’artificio proposti a Pechino portandolo il tutto ad acquisire una forma vicina ad un Big Bang: «Il segno audiovisivo dell’inizio ufficiale di una nuova epoca» (Strangis, 2010).

 

 

Fish eye on Shanghai …Impressioni di un viaggio mai avvenuto

Italia, 5’31”, 2009, video e suono di Lino Strangis

 

Rubando e modificando profondamente una serie di micro-frammenti selezionati fra centinaia di video caricati su Internet da turisti in visita a Shanghai, Strangis costruisce una visione onirica della zona del porto di questa metropoli, capitale economica e pilastro nell’immaginario collettivo della Cina odierna, percepita e proposta come un pianeta lontano . Una commistione di visioni e suoni che sprofonda in una esperienza coinvolgente, accostata ad una riflessione sulla mediazione delle immagini e dell’informazione audiovisiva. Un viaggio mai avvenuto richiamato già nel titolo, attraverso cui l’artista si interroga sul concetto di distanza e intorno all’illusione di verità, tipica della nostra epoca.

 


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